1560 : ai piedi dei Carpazi nasce Elisabetta Bathory ( Erzsébet in ungherese ) da una delle più antiche e importanti famiglie della Transilvania. La famiglia Bathory poteva contare su una numerosa e potente parentela tra i cui membri si annoverano un cardinale, diversi principi e anche un primo ministro. L’elemento di spicco della famiglia fu Istvan ( 1533-1586 ) che fu principe della Transilvania ed anche re della Polonia ( 1575-1586 ). Elisabetta già all’età di 4-5 anni manifestava già crisi di violenza causate, come si pensa, da attacchi di epilessia e da altri disordini neurologici che causarono, in età adulta, comportamenti da psicopatica che la resero tristemente famosa tanto ai coevi quanto ai posteri.
Conte Ferenc Nadasdy
Nel 1575 Elisabetta Bathory, allora quindicenne, sposa il Conte Ferenc Nadasdy ed iniziarono la lor vita coniugale nel castello di Cachtice. Mentre il Conte Ferenc trascorreva la maggior parte dell’anno in diverse campagne militari, Elisabetta venne introdotta nel mondo dell’occulto dal suo servitore Thorko. Sempre durante l’assenza del marito, Elisabetta fuggì per un breve periodo con uno straniero per poi far ritorno al castello grazie anche al perdono del marito. Grazie alla complicità di Thorko, della sua vecchia balia Ilona Joo e a quella di altre persone quali il maggiodomo János Ujvary, di un altro personaggio tale Darvula e della maga Dorottya Szentes, Elisabetta iniziò a torturare e ad uccidere diverse giovani servitrici. A distanza di dieci anni dal matrimonio, con una maggiore presenza del marito al castello Elisabetta partorì nel 1585 la sua prima figlia di nome Anna cui seguirono altre due figlie, Ursula e Katherina fino al 1598 anno di nascita del suo unico figlio maschio, Paul.
castello di Cachtice
Con la morte del marito, il Conte Ference, avvenuta all’età di 51 anni in battaglia, iniziarono con più vigore le atrocità nel castello. Elisabetta iniziò con l’allontanare dal castello l’odiata suocera per poi iniziare una serie di riti satanici che includevano il sacrificio di cavalli e di altri animali.Elisabetta, raggiunta l’età dei quarant’anni inizia ad essere terrorizzata dall’avanzare del tempo e la perdita della bellezza diventa una vera e propria paura. Si narra come un giorno, mentre Elisabetta si pettinava venne urtata accidentalmente da una servitrice alla quale diete prontamente uno schiaffo così forte da far uscire il sangue alla malcapitata. Il sangue della servitrice si riversò nella mano di Elisabetta la quale pensò ai benefici di ringiovanimento sulla sua pelle che ne avrebbe tratto. Pensò, quindi, di aver trovato l’elisir dell’eterna giovinezza. Il maggiordomo personale Thorko si occupò di far defluire tutto il sangue della malcapitata in un vaso per poter permettere alla contessa di far ringiovanire tutto il corpo !
Negli anni successivi a questo episodio il solerte Thorko continuò a procurare alla contessa nuove vittime sacrificali per i suoi bagni di sangue. Ma la contessa Bathory non mancò di religiosa pietà volendo seppellire le numerose vittime secondo i canoni cristiani chiedendo al locale Pastore protestante di occuparsi di questo aspetto. Il pastore, in seguito, non volle più assecondare i voleri della contessa a cause dell’alto numero di decessi senza una precisa causa spingendo la signora Bathory a far seppellire in gran segreto le malcapitate ragazze
Nel 1610 una delle ragazze catturate dalla contessa riuscì a fuggire e a raccontare i fatti avvenuti nel castello di Cachtice alle autorià locali. Il re Mátyás ordinò al governatore della provincia di svolgere le indagini nel castello in merito alle uccisioni di giovani donne. Furono rinveuti corpi sepolti un pò ovunque ( 50 salme ) , corpi martoriati e fanciulle ancora vive ma in condizioni pietose. Il processo ebbe luogo nella località di Bitcse. La contessa Bathory non ammise mai la sua colpevolezza mentre il suo maggiordomo e servitori vennero ritenuti colpevoli e condannati a morte. Il totale delle ragazze torturate ( a volte per mesi ) e uccise, secondo quanto la stessa Bathory scrive nel suo diario ( dovizia di particolari .. ) fu di 610.
La contessa non fu mai condannata ufficialmente dei delitti ma di fatto fu relegata per sempre nella sua camera delle torture dove morì nell’agosto del 1914 all’età di 54 anni. La salma della contessa sanguinaria non venne sepolta nel villaggio in quanto gli abitanti locali rifiutarono una tale ipotesi bensì nella città di Ecsed, antica sede della famiglia Bathory